Non credo di avere le parole adatte ad esprimere ciò che provo in questo momento. In me c’è innanzitutto delusione per non essere stata fra chi si è preso manganelli in faccia per difendere qualcosa a cui anche io tengo, un valore da salvaguardare perché possa esistere un futuro degno. Mi sono sentita inutile e pavida, ancora di più dopo aver letto le parole “Gli studenti veri sono a casa a studiare”. Io ero a studiare, in effetti. Non metto in dubbio che metà della gente che era per le strade oggi appartenesse a “quelli dei centri sociali, i fuori corso che non studiano”. Non metto nemmeno in dubbio che ci sia chi strumentalizza la faccenda per accaparrarsi un voto in più, o chi ha solo voglia di far casino, o chi non sa nemmeno di cosa ragiona. Io rispondo solo di me stessa e di quello in cui credo io. E quello in cui credo è che questo Paese non abbia un futuro. A nessuno, qui, gliene frega un emerito cazzo del prossimo. Ognuno bada al proprio orticello e alza lo sguardo solo per vedere se piove. Ma finché ci sono le nuvole non si preoccupa di cosa fare per riparare gli ortaggi dell’orticello. E quando poi piove, lascia tutto lì. Scrollata di spalle, “Eh, ormai”. In Italia vanno bene solo due atteggiamenti: quello di chi succhia il sangue al prossimo suo finché ce n’è, e quello di chi gli porge le vene e si gira a guardare da un’altra parte. Se siete così, per voi ci sarà sempre un futuro. Ci saranno gruppi di illuminati demagogi a guidare le vostre scelte, ci saranno facili ideologie pronte a catturarvi, ci saranno l’ignoranza e l’arroganza a proteggervi dalla verità. Ma se questo non vi sta bene, se per esempio vorreste che in futuro vostro figlio frequentasse l’università sapendo che i suoi e i vostri sacrifici verranno ripagati, e questo è un esempio molto generico rispetto a tanti altri che potrei fare, bene allora l’Italia non ha niente da offrirvi. Andatevene, regalate energie fisiche e mentali, regalate la vostra intelligenza a qualcuno che la possa apprezzare e la sappia incanalare al meglio. Non illudetevi che qui si possa cambiare qualcosa: se protestate, andranno avanti come i muli anche se tirate estintori contro le finestre delle loro case. Nessuna rivoluzione culturale, sociale o politica attecchirà mai in questo Paese. Forse, cosparsa la penisola di napalm, forse dico, giungeremmo a una soluzione. Ma non sono così certa che non riuscirebbero a trovare un escamotage anche dal napalm.
(foto: la Repubblica)
Quel che mi ha fatto ribollire più il sangue, oggi, è stato vedere la foto di questa demente che sorride con il pugnetto alzato, questa defecata demente stramaledettissima troia che sta lì solo per averla data a qualcheduno, e che ci sta ovviamente senza che gliene possa sbattere una beneamata minchia dell’Istruzione (o di qualsiasi altra cosa), e per la quale tutto è come un giochino carino, che non mette in ballo il futuro di milioni di giovani, la RISORSA di ogni civiltà. 307 SI’, 252 NO. “S’è vinto noi, gnè gnè gnè!”
Quando anche Bossi dà (parzialmente) ragione a chi manifesta allora qualcosa di marcio, ma VERAMENTE marcio dev’esserci per forza, no?
Orsù, piegamoci dunque tutti quanti, per l’ennesima volta, a pi greco mezzi, e diciamo anche grazie al padrone.
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I won’t translate all this into english, but anyway I will sum up: Min. Gelmini is trying -and this far succeeding in- destroying Italian University and I’m MAD.
Have a look here and google “Gelmini university bill” or something like this if you’re interested in further infos (I hope you’re not, I do hope you still have a decent school system in your countries and that you are able to STUDY IN FUCKING PEACE).